Relazione tenuta dal Dr. Amedeo Traverso al seminario "Diagnosi e
trattamento del dolore locomotore con l'elettroterapia ad alto voltaggio" (Cernobbio, 1992)
Prima di passare alla esposizione dei dati e dei risultati ottenuti con l'uso
dell'alto voltaggio presso il nostro Centro, vorrei puntualizzare poche cose, alcuni
flashes, sulla corrente continua.
La corrente continua, o voltaica, o galvanica, è una corrente unidirezionale
allo stato costante.
Il Microdyn 500 però utilizza una corrente che si definisce continua perché
unidirezionale, ma che è costituita da microimpulsi ad alto voltaggio.
La terapia con Microdyn è intesa quindi come un trattamento unipolare con
impulsi nel campo dei microsecondi e tensione oltre i 150 volts.
La corrente continua può produrre effetto termico, effetto chimico, effetto
magnetico.
L'effetto che maggiormente ci interessa è senza dubbio l'effetto magnetico e
particolarmente nell'applicazione sull'uomo, gli effetti biologici e, più
specificamente, gli effetti interpolari (che avvengono nella profondità dei
tessuti). Questi avvengono per azione sugli ioni, determinando un loro
spostamento (per attrazione o repulsione, a seconda delle cariche elettriche).
E' utile ricordare che un passaggio di ioni nei due sensi attraverso la membrana
cellulare produce un attrito in essa, modificando il potenziale di membrana che
interviene, pertanto, assieme agli ioni, nella formazione di conduttori
elettrolitici o di piccoli condensatori, ma che assume anche una indubbia
importanza nel metabolismo tissutale.
Un cenno sull'azione della corrente continua sui nervi periferici.
Se l'elettrodo posizionato in prossimità del nervo ha carica negativa, il
nervo viene eccitato. Se la polarità è positiva, si ha ipoeccitabilità o
addirittura soppressione della conduzione.
Quindi si userà polarità negativa per ottenere una azione trofica e
polarità positiva per un effetto antalgico.
Esempio: per alleviare il dolore da sciatico si potrà porre il piede in acqua
salata in cui è immerso l'elettrodo positivo e l'indifferente verrà posto
sulla colonna vertebrale, mentre per ottenere un recupero muscolare si dovranno
invertire le polarità.
I nervi più grandi (mielinizzati) si eccitano in tempi più brevi, mentre i
nervi più sottili necessitano di tempi più lunghi.
Riveste molta importanza la cadenza degli impulsi: se la frequenza è superiore
a 25 impulsi al secondo, il muscolo non ha più il tempo di rilasciarsi tra una
contrazione e l'altra, per cui si instaura tetania.
La frequenza massima del Microdyn 500 è di 100 pulsazioni al secondo. Esistono
apparecchi con frequenze superiori, ma si deve stare attenti a non produrre
effetto termico: ricordiamo che frequenze decisamente superiori vengono
sfruttate come termoterapia.
Elettrostimolazione
L'alto voltaggio si presta molto bene alla elettrostimolazione in quanto
vengono emessi impulsi molto brevi e pertanto ben tollerati dalla fibra muscolare.
Si devono cercare con la sonda i punti di maggior eccitabilità che si trovano
in corrispondenza della proiezione cutanea del punto di sfioccamento del nervo
motore nel ventre muscolare. Un aiuto orientativo possiamo trarlo dalla
consultazione di tavole che troviamo in qualunque testo di elettroterapia.
La posizione dell'indifferente sembra non avere molta importanza. E' importante
invece che l'indifferente sia di grandi dimensioni, mentre le dimensioni
dell'elettrodo attivo devono essere ridotte, in rapporto al muscolo da trattare.
E' utile ricordare che la contrazione muscolare ottenuta con la stimolazione
elettrica produce, attraverso la "spremitura", una azione drenante sui
vasi venosi e linfatici. Tale azione, che crea benefici effetti sulle
insufficienze venose o linfatiche, specie degli arti inferiori, e sugli edemi
traumatici, si ottiene con frequenze basse a polarità negativa.
NOSTRE ESPERIENZE CON L'ELETTROTERAPIA AD ALTO VOLTAGGIO
Per motivi pratici ho suddiviso i casi trattati per patologie, distinguendole
in patologia flogistica, traumatica, degenerativa, patologie diverse e
riabilitazione.
Ho suddiviso quindi ciascuna di esse per sedi:
colonna vertebrale - grandi articolazioni - piccole articolazioni - muscoli.
Ho catalogato come muscolari patologie quali le periartriti, la spalla dolorosa,
le tendiniti, le tenopatie inserzionali (epicondiliti, pubalgia, ecc.) in quanto
sostenute da muscoli.
Ovviamente tale suddivisione è piuttosto scolastica e speso non collima con la
realtà poiché molte forme degenerative si accompagnano a momenti flogistici, o
patologie muscolari si presentano associate a forme articolari e così via.
Tuttavia la ritengo sufficientemente valida per individuare due fattori di
massima importanza:
1) la percentuale globale di successi e di insuccessi;
2) tempi, frequenze, polarità e tipo di trattamento da adottare nelle diverse
patologie (anche se orientativamente).
I casi esaminati a tutt'oggi nel nostro istituto sono 275.
Si è usato di preferenza il trattamento A+B 2.5 sec. con frequenze alte, nelle
patologie acute e il continuo, oltre che per sonda, nei trattamenti in acqua e
nelle basse frequenze.
Si sono utilizzati, salvo eccezioni, entrambe le uscite, spesso sulla stessa
sede, a volte su sedi diverse.
Ho utilizzato una scheda ideata allo scopo. Inizialmente i risultati sono stati
valutati: 1=ottimo; 2=buono; 3=sufficiente; 4=scarso; 5=nullo; 6=negativo.
In seguito: 1=buono; 2=sufficiente; 3=scarso; 4=nullo.
Elaborazione dati
Ho considerato positivi i punteggi assegnati da 1 a 3, vale a dire, ottimi,
buoni e sufficienti, mentre ho valutato come negativi quelli da 4 a 6 (scarsi,
nulli, negativi).
I risultati ottenuti sono i seguenti:
- Patologie degenerative (trattamenti n. 80)
ottimi n. 8
buoni n. 47
sufficienti n. 11
scarsi n. 10
nulli n. 2
negativi n. 1
Positivi n. 67 (83.75%)
Negativi n. 13 (16.25%)
- Patologie flogistiche (trattamenti n. 75)
ottimi n. 6
buoni n. 36
sufficienti n. 23
scarsi n. 7
nulli n. 3
negativi n. 0
Positivi n. 65 (86.66%)
Negativi n. 10 (13.34%)
- Patologie traumatiche (trattamenti n. 33)
ottimi n. 7
buoni n. 20
sufficienti n. 1
scarsi n. 4
nulli n. 1
negativi n. 0
Positivi n. 28 (84.85%)
Negativi n. 5 (15.15%)
- Patologie diverse (trattamenti n. 9)
ottimi n. 3
buoni n. 2
sufficienti n. 3
scarsi n. 1
nulli n. 0
negativi n. 0
Positivi n. 8 (88.89%)
Negativi n. 1 (11.11%)
- Riabilitazione (trattamenti n. 21)
ottimi n. 1
buoni n. 13
sufficienti n. 3
scarsi n. 2
nulli n. 2
negativi n. 0
Positivi n. 17 (80.95%)
Negativi n. 4 (19.05%)
Considerazioni
A conclusione di questa nostra prima esperienza, ho maturato una convinzione:
nell'elettroterapia in genere e in quella ad alto voltaggio in particolare, c'è
ancora molto da scoprire e da imparare.
Ho rilevato:
- Che nella rieducazione muscolare, oltre ad utilizzare frequenze basse, è
utile usare una tensione non molto alta, onde evitare la tetania, o, comunque,
la fatica muscolare in muscoli ipotrofici e ipotonici che mal sopportano le
forti contrazioni.
- Che le frequenze alte vanno riservate alle forme dolorose acute.
- Che è importante posizionare correttamente gli elettrodi e che gli stessi
devono essere ben bagnati e aderenti.
- Che mani, piedi e tibiotarsiche, specie se traumatizzati, rispondono molto
bene ai trattamenti in acqua con l'aggiunta di sale.
- Che comunque si dovrà sempre valutare caso per caso, combinando anche tra
loro i vari tipi di trattamento e qui deve subentrare la bravura, l'intuito, la
fantasia dell'operatore poiché, ricordiamoci, anche le grandi Ferrari non
vincono il Gran Premio di Formula 1, se non sono guidate da un bravo pilota!